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Cos'è la demenza di Alzheimer?
E' una malattia dovuta all'accumulo nel cervello di una sostanza tossica (bete amiloide) che provoca una progressiva perdita di cellule nervose inizialmente nelle aree cerebrali necessarie per il consolidamento dei ricordi (da qui i caratteristici disturbi di memoria) e successivamente nelle aree deputate al ragionamento, al linguaggio, all'orientamento nello spazio. Dopo circa 7-10 anni di malattia, la degenerazione colpisce le aree che controllano il cammino e la deglutizione causando immobilità a letto e polmoniti da ingesti che portano poi al decesso.
La frequenza della demenza di Alzheimer
La malattia ha una frequenza tale che un adulto su tre ne è toccato direttamente per avere o avere avuto un genitore o un nonno malato. Le cosiddette "demenza senile", arteriosclerosi cerebrale", "invecchiamento cerebrale precoce", ecc. sono termini obsoleti che oggi sappiamo non indicare altro che la malattia di Alzheimer.
Le cure con i farmaci
Attualmente vi sono quattro farmaci approvati per la cura della malattia (donepezil, rivastigmina, galantamina e memantina), distribuiti dal Servizio Sanitario Regionale secondo precisi protocolli clinici. Questi farmaci hanno un effetto sintomatico, ovvero migliorano i sintomi, ma la neurodegenerazione continua - per analogia si pensi all'effetto dell'aspirina nella polmonite, che toglie la febbre ma senza antibiotici la malattia porta a morte. Sono attualmente in corso di studio farmaci per la malattia di Alzheimer analoghi all'antibiotico per la polmonite, ovvero in grado di arrestare l'accumulo di beta amiloide. La somministrazione di questi farmaci in pazienti con malattia di Alzheimer iniziale potrebbe essere in grado di preservare le funzioni cognitive e impedire la progressione dei disturbi. Tuttavia, la ricerca in questo ambito è di estrema complessità e non è possibile al momento prevedere fra quanti anni questi farmaci saranno disponibili per l'uso nella routine clinica.
Le cure non farmacologiche
Mentre farmaci in grado di arrestare la progressione della malattia vengono sviluppati, è fondamentale asoociare a quelli disponibili approcci non farmacologici, come un corretto approccio relazionale da parte dei familiari, il mantenimento attento e consapevole delle abilità residue e un programma regolare di attività fisica. Nella maggior parte dei casi, questi approcci da soli sono in grado di migliorare la qualità di vita del paziente almeno quanto i farmaci.
Perché Alzheimer Awareness Gala?
A Brescia è attivo il centro di riferimento nazionale per la malattia di Alzheimer presso l'ospedale San
Giovanni di Dio Fatebenefratelli ("Pilastroni"), fondato nel 1880 dall'Ordine Religioso dei Fatebenefratelli per assistere malati psichiatrici e nel 1996 riconosciuto dal Ministero della Sanità Centro
Nazionale di Riferimento per la Cura e la Ricerca della Malattia di Alzheimer
e le Malattie Psichiatriche.
Il giorno 3 giugno 2005 vi si riuniranno - per la prima volta in Italia - 50 dei maggiori centri
europei di ricerca e cura della malattia di Alzheimer. Questo evento è di tale portata per la città che l'Istituto ha ritenuto doveroso coinvolgere la società civile.
Benchè sia vero per tutte le malattie, lo slogan "niente ricerca niente cura" lo è particolarmente per le malattie del cervello, nelle quali la diagnosi precoce è complicata dallo spesso involucro osseo che nasconde gli eventi patologici dall'indagine medica diretta e la terapia dalla barriera ematoencefalica che permette l'ingresso nel cervello solo di poche e particolari molecole con effetto farmacologico.
Se vogliamo una cura per la malattia di Alzheimer, i magri finanziamenti pubblici non sono sufficienti: gli sforzi dei ricercatori devono essere affiancati da un forte e inequivocabile sostegno della società civile. La malattia di Alzheimer non è una inevitabile conseguenza dell'invecchiamento: numerosi esempi di vecchi in ottima salute cognitiva lo testimoniano oltre ogni dubbio.
Vincere l'Alzheimer si può - ricercatori e società lo devono fare
insieme.
Lettura introduttiva
Alzheimer's Disease: the present and the future
(Malattia di Alzheimer: il presente e il futuro)
Prof. Philip Scheltens, Direttore del Centro Alzheimer di Amsterdam,
vice-editore del Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry. il maggiore giornale scientifico di neurologia e psichiatria clinica.
Traduzione consecutiva
| Talk Show |
| "La malattia
di Alzheimer da fuori e da dentro" |
| Conduce: |
Michele MIRABELLA |
| Con la partecipazione di: |
|
| Gabriella SALVINI PORRO |
Presidente "Alzheimer
Italia" |
| Marco TRABUCCHI |
Presidente "Soc. Italiana
di Geriatria" |
| Ezio GAMBA |
Judoka Olimpionico |
| Irene FARGO |
Cantante e Attrice |
| Roberta "Penelope" VALENTINI |
Creatrice di Moda |
Asta
gioielli, antichità, dipinti, cults sportivi
Cerimonia di consegna sponsorship e donazioni
per la Ricerca sulla Malattia di Alzheimer
Il programma potrebbe subire variazioni
La partecipazione è solo su invito
Donazioni
Le vostre donazioni possono essere effettuate mezzo:
- Versamento su c/c postale
- Bonifico bancario
Versamento su c/c postale 21927652 intestato a Provincia
Lombardo Veneta, via Pilastroni, 4 - Brescia, specificando come causale "Donazione
per la Ricerca sull'Alzheimer"
Bonifico su c/c bancario 44444-82 della Banca Agricola
Mantovana, via Corsica, 202 - Brescia; ABI 05024; CAB 11202, CIN A; intestato
a Provincia Lombardo Veneta, via Pilastroni, 4 - Brescia, specificando
come causale "Donazione per la Ricerca sull'Alzheimer"
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Contatti
Giovanni B Frisoni
IRCCS San Giovanni di Dio, FBF
Via Pilastroni 4
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