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Domenica 14 Settembre
2003
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Il Centro
specialistico del Fatebenefratelli adotta nuovi mezzi per
prevenire e curare la demenza senile
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Lotta all’Alzheimer
via Internet
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Diecimila i pazienti
bresciani. In funzione anche un call center
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di Wilma Petenzi
Le
risposte sull’Alzheimer e i chiarimenti ai primi dubbi
arrivano via computer. Prende il via a Brescia il primo call
center on line per fornire tutte le risposte e le informazioni
possibili sull’Alzheimer. In un sito apposito verranno
presentate tutte le domande più frequenti, con relative
risposte, e per ogni contatto potrà essere espressa una
domanda. In rete le risposte dovrebbero arrivare entro 48 ore.
L’iniziativa sarà attivata all’Ircss Centro San Giovanni
di Dio Fatebenefratelli il 19 settembre, alla vigilia della
giornata mondiale dell’Alzheimer prevista per il 21 settembre.
Il primo servizio nazionale di call center on line sarà in
grado di offrire informazioni e consulenze ai familiari delle
persone colpite da questa malattia (in Italia sono circa mezzo
milione, a Brescia se ne stimano 10mila). Al call center on
line potranno anche rivolgersi i malati, quelli che avvertono
i primi sintomi e non hanno ancora perso la loro autonomia e
le facoltà: possono esporre i primi dubbi, le titubanze e
chiedere consiglio agli esperti. E tutto senza muoversi da
casa propria. È sufficiente accendere il computer e collegarsi
al sito internet www.infoalzheimer.it. L’idea è venuta ai
medici del centro Alzheimer dell’Ircss San Giovanni di Dio di
Brescia. L’anno scorso i medici del Fatebenefratelli di via
Pilastroni hanno accolto nell’ambulatorio della struttura
all’incirca 3000 pazienti. «L’idea di fondo - spiega il
dottor Giovanni Frisoni del centro di ricerca San Giovanni di
Dio di Brescia - è nata dopo aver constatato che c’è una
quantità di necessità di diverso tipo da parte dei familiari.
I familiari hanno molti dubbi e bisogno di risposte immediate
per sapere cosa è meglio fare quando ci si trova di fronte a
un paziente affetto da Alzheimer. A queste esigenze non va
incontro nessuno. Anche i pazienti meno gravi hanno bisogno di
sapere, perchè sono terrorizzati e perchè vedono sintomi che
fanno pensare al peggio, sintomi che hanno già visto nei
genitori, nei nonni o in un vicino di casa. I sintomi non
terrorizzano solo i malati, ma anche i familiari, che vedono
davanti a sè un lungo calvario, con i problemi legati a
un’assistenza continua, lunga e faticosa». «Il risultato è
che la maggior parte dei familiari - continua Frisoni - chiede
informazioni a parenti, amici o vicini di casa, ricevendo solo
risposte molto vaghe». In cerca di informazioni più
specifiche e dettagliate, nell’era dell’informatica imperante,
molte persone hanno deciso di rivolgersi alla Rete. «È
sempre più frequente - aggiunge il dottor Frisoni -
raccogliere informazioni su Internet. Chi ha il problema si
collega a un motore di ricerca e inserisce una parola chiave.
Si trovano informazioni, tante, dettagliate e anche molto
tecniche, ma spesso non si riesce a trovare quello che si sta
cercando. Tanto più se qualcuno vuole avere informazioni
sull’offerta esistente per l’assistenza nella sua zona
territoriale». Per non far vagare a vuoto in Internet
centinaia e centinaia di persone i medici e i ricercatori
dell’Ircss San Giovanni di Dio di Brescia hanno avuto l’idea
di creare un sito ex novo, un sito in cui si possono anche
ricevere risposte alle proprie domande. «L’idea è nata -
aggiunge ancora il dottor Frisoni - dopo aver visto tutti i
collegamenti al sito www.centroalzheimer.it, che abbiamo e che
è dedicato ai medici. Ogni settimana ci sono almeno
tre-quattro richieste di persone che ci chiedono aiuto.
Abbiamo quindi pensato di aprire un sito apposta, un call
center on line per tutte le persone che ne hanno bisogno».
La scelta di usare un mezzo come Internet non è azzardata,
perchè ormai il pc è presente in quasi tutte le case e il
pubblico a cui si rivolge il sito è un pubblico di trentenni e
quarantenni, avvezzi a destreggiarsi nella rete telematica e
figli di «potenziali» pazienti. È, quindi, il metodo più
adatto per raggiungere il maggior numero possibile di persone.
A questo va aggiunta la comodità: il sito può essere
contattato in ogni momento, senza limiti di orario e la
risposta, come detto, è garantita entro un massimo di 48 ore.
Il call center on line è stato curato dall’AFaR
(Associazione Fatebenefratelli per la ricerca biomedica e
sanitaria) che ha affidato la gestione al Centro San Giovanni
di Dio di Brescia per il personale specializzato che vi opera.
Per ora collabora all’iniziativa quattro centri: oltre a
quello di Brescia ci sono i centri clinici di ricerca
Fatebenefratelli di Roma, Gorizia e Torino. «Partiamo in
quattro - spiega Frisoni -, ma speriamo che anche altri centri
si uniscano presto per offrire un servizio più diffuso sul
territorio. La presenza di più centri è utile, principalmente
per garantire risposte dettagliate sulle strutture e
l’assistenza disponibile nella zona che interessa». Il
«cuore» e la novità del sito stanno nella possibilità di
esprimere le proprie domande. Nel sito sarà presente uan
sezione con le domande più frequenti e le relative risposte,
ma ogni utente può inserire la propria richiesta. Il tutto a
costo zero (a parte ovviamente il collegamento telefonico che
si paga sempre navigando in Rete). Alle domande, che si
preannunciano tante, risponderanno psicologi e medici
spacializzati sul problema, neurologi e geriatri. Da Brescia
si attiva un’arma in più contro l’Alzheimer.
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