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CONSULENZA GENETICA PER LE DEMENZE EREDITARIE

Progetto Pilota per la Strutturazione di un Servizio di Counselling Genetico

Le demenze, patologie che si manifestano solitamente nelle persone anziane in modo sporadico, consistono nella compromissione di alcune funzioni nervose superiori, compresa la memoria, l'orientamento spazio-temporale, la capacità di attenzione e la capacità di mantenere un comportamento sociale adeguato alle circostanze. Le due forme più comuni di demenza sono la demenza di Alzheimer e la demenza Frontotemporale che si differenziano sulla base della sintomatologia di esordio spiegata dalla compromissione di aree cerebrali diverse. Tali alterazioni provocano un declino progressivo delle funzioni intellettive ed un deterioramento della personalità e conseguentemente della vita di relazione. Quando più persone all’interno della stessa famiglia presentano tali disturbi, si parla di demenza su base familiare: nella malattia di Alzheimer il 5% dei casi si trasmette su base ereditaria, mentre nella demenza Frontotemporale, tale evento si manifesta nel 30-40% dei casi. Queste forme familiari, caratterizzate da più precoce età di insorgenza e da una più rapida evoluzione della malattia rispetto alle forme sporadiche, sono dovute ad alterazioni nell’assetto genetico. Nell’ultimo decennio sono stati individuati alcuni dei geni responsabili di queste forme su base familiare che, se presenti in forma alterata, hanno il 50 % di possibilità di essere trasmessi ai figli secondo un meccanismo definito come “autosomico dominante”.

Fino ad ora la ricerca scientifica è riuscita ad individuare le basi genetiche della malattia in circa il 50% dei casi di demenza familiare. Per quanto concerne la Demenza di Alzheimer sono stati identificati tre geni: il gene adibito alla sintesi della proteina beta-amiloide che, se alterato, determina a livello cerebrale la formazione di “placche senili”; i geni responsabili per la sintesi di alcune proteine localizzate nella membrana neuronale, le Preseniline che, se mutate, determinano morte cellulare neuronale. Per quanto concerne invece la demenza Frontotemporale su base famigliare è stato identificato un solo gene; il gene che codifica per tau, una proteina che, quando mutata, forma aggregati che si depositano a livello cerebrale.

Per i casi familiari di demenza, la scienza oggi fornisce strumenti che permettono di identificare l’eventuale presenza di alterazioni dell’assetto genetico (mutazioni). Tali test possono essere effettuati sul paziente affetto, consentendo una migliore definizione della diagnosi della malattia; inoltre tali test possono essere effettuati su persone che, pur non presentando i sintomi della malattia, comunque sono collegati ad essa per familiarità. La presenza di mutazioni in uno dei geni associati alle forme familiari di demenza indica che la persona potrà sviluppare con una certa probabilità la malattia. La ricerca scientifica concorda nell’affermare che, anche in presenza di geni mutati, la comparsa della malattia è dovuta anche all’influenza di fattori ambientali o biologici, ancora in gran parte da determinare.

La possibilità di accedere ad un'accurata diagnosi genetica di demenza familiare risulta essere di cruciale importanza per formulare una diagnosi precoce, per sviluppare per il paziente e per i suoi familiari adeguati piani d’intervento per il futuro, per poter accedere a trattamenti terapeutici sperimentali avanzati.

Un progetto sul counselling genetico