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La negazione

Di fronte alla malattia una delle prime più comuni reazioni umane è la negazione, cioè il rifiuto di credere vero ciò che sta accadendo al malato e, di riflesso, a noi.
Si tratta di reazioni del tutto normali. Sono delle difese utilizzate dalla nostra psiche che vengono attivate per un tempo più o meno lungo allo scopo di mantenere l’equilibrio personale: è come se la nostra mente prendesse le distanze dalla gravità della malattia concedendosi del tempo prima di affrontare la realtà e tutto il dolore che porta con sè.

Il rifiuto di credere che ciò che sta accadendo sia vero, spinge la famiglia a mobilitarsi alla ricerca di numerosi medici specialistici con la speranza di avere la conferma di un errore diagnostico. Anche se gli errori diagnostici sono sempre possibili ed è certamente giustificato e doveroso da parte del familiare avere la certezza della diagnosi, una volta che questa è stata formulata con certezza da un centro di eccellenza è indispensabile evitare di ricercare il medico o il farmaco risolutore in modo ossessivo per una soluzione miracolosa al problema. Questi pensieri e questi atteggiamenti possono in realtà addirittura danneggiare il malato al quale chiediamo più o meno consapevolmente di continuare a comportarsi come prima quando invece la natura della malattia non può permetterlo.