Contributo del Neuroimaging nel stabilire il decorso della Malattia di Alzheimer
La progressione della malattia di Alzheimer è molto variabile rendendo difficile prevederne l’andamento nel singolo paziente in termini di gravità, perdita di autonomia ed eventuale istituzionalizzazione. La difficoltà di prevedere il decorso inoltre influenza l’accuratezza nella prognosi di efficacia delle terapie ad oggi disponibili. Precedenti studi hanno dimostrato che alcuni deficit cognitivi, in particolare la memoria a breve termine, il disorientamento temporale e la prassia costruttiva, sembrano predire un decorso più rapido di malattia. Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurology ha dato un contributo nell’individuare caratteristiche specifiche di progressione di malattia indagando il problema dal punto di vista dell’imaging. Da uno studio condotto su ventitre pazienti affetti da malattia di Alzheimer, seguiti per un periodo di tre anni, è emerso che coloro che hanno avuto un declino più rapido di malattia, definito come perdita di almeno 6 punti al Mini Mental State, uno strumento di screening della cognitività globale, presentavano una atrofia cerebrale più estesa di coloro con declino più lento, che interessava in particolare le aree occipito-parietali. Questo studio fornisce informazioni aggiuntive alle valutazioni clinica e neuropsicologica per individuare l’aggressività della malattia.