Atrofia cerebrale e progressione della Malattia di Alzheimer

Una domanda che i familiari dei pazienti con malattia di Alzheimer pongono spesso allo specialista che ha in cura il loro caro è quanto rapidamente progredirà la malattia. Dopo avere ricevuto una diagnosi così pesante, infatti, è normale che i familiari desiderino sapere cosa aspettarsi, come e quanto rapidamente cambierà la loro vita e quella del loro caro. Purtroppo rispondere a questa domanda non è così semplice. Anche se possiamo dire che la durata media di malattia, dalla diagnosi alla morte, è di 10 anni, la variabilità è molto ampia, potendo durare anche meno di 5 o più di 20 anni. Per chiarire questo problema un recente studio pubblicato su Neurology ha confrontato la gravità di malattia studiata alla risonanza magnetica cerebrale in due gruppi di pazienti con malattia di Alzheimer, di cui uno presentava una progressione rapida dei disturbi di memoria e l’altro una progressione lenta dopo 3 anni di follow-up. I risultati hanno dimostrato che il gruppo di pazienti con progressione rapida presentano una maggiore atrofia corticale rispetto a quelli con progressione lenta. Anche se questo studio suggerisce che guardare il danno cerebrale alla risonanza magnetica possa essere un buon metodo per predire il decorso della malattia, siamo ancora lontani dal poter effettuare delle stime di progressione nel paziente singolo. Ogni paziente ha la sua storia e l'unico modo di cui attualmente disponiamo per prevedere il decorso di malattia è seguirlo nel tempo con visite e test cognitivi che ne monitorino l'andamento nel tempo.


Abstract