Novità sui Clinical Trial dal convegno internazionale sulla Malattia di Alzheimer a Chicago

Nei giorni scorsi a Chicago al Congresso Internazionale sulla Malattia di Alzheimer, le ditte farmaceutiche Elan e Wyeth hanno presentato i risultati dello studio in fase II dell’anticorpo monoclonale che riconosce AB42 (la proteina tossica responsabile della malattia), denominato Bapineuzumab (AAB-001), sperimentato su 234 pazienti affetti da Malattia di Alzheimer in fase lieve moderata di età compresa tra i 50 e gli 89 anni. Lo studio, della durata di 18 mesi, prevedeva che i pazienti fossero divisi in due gruppi – portatori e non portatori del gene ApoE4 e che assumessero l’anticorpo, tramite infusione ogni 13 settimane, verso il placebo.  Come precedentemente annunciato, il farmaco ha mostrato un accettabile profilo di sicurezza ed utilità clinica dell’anticorpo nel trattare la malattia. In particolare tali benefici clinici erano evidenti in alcuni sottogruppi di popolazione: i non-portatori di ApoE4 rispetto ai portatori hanno mostrato un miglioramento di 4.2 punti all’Adas-cog, test utilizzato nello studio per valutare la cognitività. Anche i dati di imaging ottenuti valutando le risonanze magnetiche cerebrali dei pazienti hanno mostrato una rilevanza clinica, ancora da meglio definire. Gli eventi avversi osservati nel corso della sperimentazione sono stati del 5% superiori nei pazienti trattati rispetto ai pazienti che hanno assunto il placebo; si sono verificati 12 casi di edema vasogenico, tutti in pazienti portatori del gene e si sono risolti nel tempo. Di questi 6 non erano associati a sintomi clinici e hanno ricominciato l’assunzione del Bapineuzumab, senza alcuna ricaduta. Lo studio era limitato nel numero di pazienti osservati, nel disegno e negli obiettivi; tuttavia le ditte farmaceutiche ritengono che i risultati di questa fase siano sufficientemente incoraggianti per continuare nella fase III dello studio che è attualmente in corso negli Stati Uniti e in Europa e si impegnano a continuare nello sviluppo di nuove opzioni terapeutiche per pazienti e medici.


Abstract