Rapporto tra fragilità fisica e malattia di Alzheimer negli anziani

Un recente studio clinico-patologico, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Neurology, ha esaminato il rapporto tra fragilità fisica e grado di severità di patologia degenerativa nella popolazione anziana. La fragilità fisica è stata valutata annualmente misurando la forza, la marcia (come tempo di percorrenza di una breve distanza), la struttura corporea e l’affaticamento. Da studi precedenti è emerso infatti che tali misure sembrano predire lo sviluppo di demenza. Ciò suggerisce che la degenerazione cerebrale possa contribuire alla fragilità fisica negli anziani. Studiando post morte i cervelli di 165 persone anziane di età media pari a 88 anni, gli autori hanno osservato che solo la degenerazione cerebrale legata alla malattia di Alzheimer era associata alla fragilità rilevata negli ultimi periodi di vita e che a più alti livelli di neurodegenerazione corrispondevano livelli maggiori di fragilità. Tale associazione persisteva anche quando venivano presi in considerazione altri fattori confondenti, quali rischio cardiovascolare e malattie croniche. Gli autori ipotizzano che l'accumulo della proteina tossica che provoca la malattia abbia un effetto sui sistemi cognitivi che regolano la programmazione, il monitoraggio e l'esecuzione di movimenti anche semplici. Ciò spiegherebbe il declino fisico osservabile anche in anziani senza decadimento cognitivo molti anni prima del decesso.


Abstract