Le anfetamine sul cervello
Ancora controversa nella letteratura scientifica la relazione tra abuso di droghe e malattie neurodegenerative.Niente di significativo è stato scoperto sulla perdita di tessuto cerebrale, come avviene nell Alzhiemer, in chi fa uso di sostanze tossiche. Convergono a pensiero comune, invece, le conseguenze a cui porta l abuso di anfetamine sul funzionamento cerebrale e cognitivo. Indagini effettuate con neuroimaging funzionale, quale lo studio del metabolismo del glucosio tramite PET (Tomografia ad Emissione di Positroni), hanno osservato in individui che facevano abuso di anfetamine, rispetto ad un gruppo di controllo di pari età, una riduzione globale del metabolismo cerebrale. Con un altra tecnica inoltre è stato osservato che il rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina, sostanza che agevola il collegamento tra neuroni essenziali per il controllo dei movimenti di tutto il corpo, è ridotto in chi fa abuso di queste sostanze. Analizzando inoltre la performance cognitiva di questi individui si è osservata bassa prestazione nei compiti che richiedono capacità mnesiche ed esecutive. Cio che in letteratura quindi si ipotizza è che questi cambiamenti possano essere permanenti anche dopo un importante periodo di assunzione di anfetamine e che predispongano l individuo a malattie neurodegenerative, diverse dall Alzheimer, che a deficit cognitivo accompagnino disturbi del movimento quali rigidità degli arti, rallentamento motorio, tremore.