I farmaci anti-colesterolo contro l’Alzheimer

Le statine, i farmaci utilizzati per ridurre il livello di colesterolo nel sangue, sembrano essere un fattore protettivo per la malattia di Alzheimer. Questo argomento era stato già oggetto in passato di numerosi studi epidemiologici che avevano avuto esiti contradditori. Uno studio su Neurology ci ha fornito da pochi giorni maggiori conferme a riguardo. I ricercatori della Whashington University hanno effettuato 110 autopsie su cervelli di persone dai 65 ai 79 anni che in vita erano cognitivamente normali. E’ stata osservata la presenza e l’entità dei grovigli neurofibrillari e delle placche senili, le due alterazioni fondamentali descritte da Alois Alzheimer che si depositerebbero nel cervello decenni prima della manifestazione clinica della malattia. L’ipotesi iniziale era che i cervelli di coloro che in vita assumevano statine avessero un numero di placche senili e di grovigli neurofibrillari inferiori a quelli che non avevano assunto tale terapia. L’ipotesi è stata confermata. Quello che i ricercatori vogliono scoprire ora è quali siano i meccanismi di tali farmaci in grado di rallentare la formazione di placche e grovigli e di capire se le statine, di conseguenza,  siano anche in grado di rinviare l’inizio della manifestazione clinica della malattia. Una risposta a queste domande forse ci potrebbe indirizzare sulla strada per una nuova soluzione terapeutica.

Abstract