"Proposta di nuovi criteri diagnostici per la malattia di Alzheimer"

I criteri attualmente condivisi dalla comunità scientifica internazionale e in uso nella pratica clinica per la diagnosi di demenza di Alzheimer sono quelli del the National Institute of Neurological Disorders and Stroke-Alzheimer Disease and Related Disorders (NINCDS-ADRDA) e del Diagnostic and Statistical Manual of mental Disorders, fourth edition (DSM-IV-TR).
Secondo tali criteri diagnostici un paziente è affetto da demenza di Alzheimer se ai disturbi di memoria e alla perdita progressiva delle altre funzioni cognitive si associa la mancanza di autonomia nelle attività di vita quotidiana.
Studi scientifici hanno portato alla scoperta di tre marcatori biologici della malattia che dimostrerebbero la presenza della stessa anche anni prima della sua manifestazione clinica.
Tali marcatori sono:
1) La morte neuronale nelle strutture temporali mesiali addette ai processi di memoria, evidenziabile tramite Risonanza Magnetica.
2) Gli anormali livelli delle proteine Tau e Abeta 42 nel liquido cerebrospinale.
3) La riduzione del metabolismo di glucosio in specifiche regioni cerebrali, evidenziabile tramite Tomografia ad Emissione di Positroni (PET).
I ricercatori dimostrano che uno dei tre marcatori da solo è sufficiente per avere una predittività di malattia di Alzheimer dell’80%, dando adito oggi ad una concreta proposta scientifica per nuovi criteri diagnostici (Dubois et al., 2007).
Non vi sono studi sull’accuratezza della positività dei tre indici contemporaneamente, ma è ragionevole pensare che si avvicini al 100%.
La comunità scientifica sta cercando di fare in modo che in futuro una diagnosi precoce di questo tipo permetta un intervento farmacologico in grado di ritardare l’inizio della malattia o comunque in grado di rallentarne il decorso.


Abstract