Il cerotto di rivastigmina per la terapia dell’Alzheimer
È stato da poco sperimentato il primo cerotto transdermico per il trattamento della malattia di Alzheimer, contiene rivastigmina, un inibitore dell’acetilcolinesterasi già ampiamente in uso per il trattamento sintomatico della malattia.
Lo studio sperimentale ha valutato tollerabilità ed efficacia della rivastigmina in 4 gruppi sperimentali, di cui ognuno assumeva rivastigmina cerotto a rilascio di 9.5 mg/24 ore, rivastigmina cerotto a rilascio di 17.4 mg/24 ore, rivastigmina compresse 12 mg/24 ore oppure placebo (nessun tipo di assunzione) per un totale di 1195 pazienti seguiti per 6 mesi.
I risultati hanno dimostrato che tutti i gruppi in trattamento avevano un significativo miglioramento della cognitività rispetto al placebo.
Il cerotto a basso dosaggio è risultato avere un’efficacia simile alle compresse, ma con una significativa minore prevalenza di effetti collaterali (nausea e vomito) che risultavano due terzi di meno.
Il cerotto ad alto dosaggio dimostrava un miglioramento della cognitività più precoce e quantitativamente più rilevante rispetto al cerotto a basso dosaggio, con una prevalenza di effetti collaterali simile alle compresse. La tollerabilità locale del cerotto è risultata buona.
Lo studio suggerisce che il cerotto di rivastigmina ha un’efficacia paragonabile a quella delle compresse ad alto dosaggio, con il vantaggio di un miglioramento del profilo di tollerabilità verosimilmente dovuto alla riduzione delle fluttuazioni della concentrazione plasmatica del farmaco. Inoltre, la formulazione in cerotto della rivastigmina viene di gran lunga preferita a quella in compresse dai caregiver dei pazienti a causa della facilità dell’uso e della gestione del dosaggio.
Tuttora in Italia sono in corso le sperimentazioni per confermare questi dati, quindi il cerotto non è ancora in commercio.
Abstract