Competenza nelle attività di tutti i giorni e rischio di demenza
Chi assiste una persona affetta da Malattia di Alzheimer osserva tutti i giorni che i sintomi cognitivi interferiscono con le attività della vita quotidiana del malato. Col progredire della malattia, egli diventa dapprima incapace di svolgere correttamente le "attività strumentali", come l'uso dei mezzi di trasporto o del telefono o la gestione delle proprie finanze, e successivamente le "attività di base" della vita quotidiana, come vestirsi, andare alla toilette, alimentarsi.
Un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of the American Geriatric Society ha osservato per circa 10 anni il declino naturale delle attività strumentali della vita quotidiana (valutate mediante la scala IADL – Instrumental Activities of Daily Living) in una numerosa popolazione di persone anziane. La ricerca ha messo in luce che gli anziani che hanno sviluppato successivamente una forma di demenza mostravano durante i 10 anni di studio precedenti sottili cambiamenti nelle attività funzionali della vita quotidiana. In particolare la riduzione nelle abilità di gestire le proprie finanze è risultata essere l’attività che più precocemente fosse un sensibile indicatore di un futuro sviluppo di demenza. Si tratta infatti di una attività che richiede un enorme dispendio di capacità cognitive, dal compiere compiti relativamente automatici (contare i soldi o semplici transazioni di denaro) all’aggiornamento del conto bancario o alla programmazione dei pagamenti futuri. Gli autori concludono che le attività strumentali della vita quotidiana, in quanto indicatori di un impatto funzionale di un eventuale deterioramento cognitivo, possano essere uno strumento semplice ed efficace per individuare quei soggetti anziani a rischio di sviluppare demenza.
Abstract