Come cambiano le abilità di guida nella progressione della malattia di Alzheimer

Guidare un veicolo nella nostra società può essere una parte importante della propria indipendenza. Per questa ragione le persone sono assai riluttanti a rinunciare alla responsabilità di guidare, anche quando le loro condizioni di salute fisico e/o mentale ne riducono la capacità. Guidare è sicuramente un’attività che richiede l’impiego di numerose risorse, poiché esige molta concentrazione, coordinamento, e decisione. Malattie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer, portano in modo inevitabile e progressivo a una perdita delle abilità di guidare. Alcune persone accettano i loro limiti e cessano di guidare con sollievo; altre negano o semplicemente non s’accorgono d’avere dei problemi di guida. È importante ricordare che siccome guidare è una abilità appresa, una persona con demenza sembra che guidi ancora bene in condizioni abituali. Tuttavia, se le condizioni del traffico cambiano improvvisamente e la situazione richiede un rapido adattamento, la persona con demenza può reagire in modo non appropriato o pericoloso. Tuttavia, una diagnosi di demenza non significa dover subito smettere di guidare. A tale scopo riportiamo una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Neurology. E’ stata valutata la naturale progressione della perdita della abilità di guida dalle fasi molto lievi di malattia di Alzheimer alle fasi più avanzate. Lo studio ha previsto il coinvolgimento di 134 anziani muniti di patente con età superiore ai 70 anni affetti e non dalla malattia, a cui è stato somministrato un protocollo di valutazione pratica della guida e di raccolta del numero di problemi alla guida e di incidenti stradali (ogni tre mesi per un periodo di tempo dai due ai tre anni). All’aggravarsi della patologia si associa un aumento del numero di incidenti stradali e più basse prestazioni alle prove di guida. I dati confermano quindi una potenziale difficoltà nella guida per persone con malattia in fase lieve, e che alcune persone nelle fasi molto iniziali della malattia possono continuare a guidare in modo sicuro. Sono suggeriti controlli con frequenza semestrale per accertare il mantenimento delle abilità cognitive richieste per continuare a guidare. La situazione è comunque delicata, almeno per le reazioni di turbamento o di frustrazione e collera che potrebbero scaturire nel momento in cui una persona dovesse trovarsi nella situazione di dover smettere di guidare, senza negare che si tratta di un problema che non va ignorato a causa del rischio che una guida insicura rappresenta per la persona con demenza, gli altri guidatori e i pedoni. Smettere di guidare, quando necessario, può essere meno stressante trovando delle alternative per gli spostamenti: chiedere un passaggio ad un familiare o a un amico, far uso degli autobus, dei treni, dei taxi o camminare.

Abstract