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I problemi più frequenti

La malattia colpisce la memoria e le funzioni mentali: si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. Di seguito sono descritti i problemi più frequenti che si incontrano nel decorso della malattia.

Disturbi del linguaggio: con l'aggravarsi della malattia il linguaggio si impoverisce e la capacità di intrattenere attivamente una conversazione viene meno, soprattutto per la difficoltà a tenere a mente ciò che è stato detto e comprendere il senso anche di semplici frasi. Nelle fasi avanzate della malattia acquistano rilievo ed importanza soprattutto le modalità non verbali di comunicazione: lo sguardo, il contatto fisico, il tono di voce.

I sintomi autoriferiti: il paziente che inizia a prendere coscienza della riduzione delle sua capacità di memoria e di quanto ciò influisca sulla sua normale efficienza nel gestirsi la vita, può avere reazioni emotive diverse. Una delle più tipiche è imputare le sue incapacità a una serie di sintomi più o meno costanti e omogenei nel tempo. L'uomo abituato a gestire le proprie finanze con efficienza e puntualità, di fronte alle sue mancanze dirà, ad esempio, che è tutta colpa di quel fastidioso mal di testa che da un po' di tempo lo tormenta e gli impedisce di concentrarsi. Il mal di testa si potrà in altri momenti trasformare in vertigini, difficoltà a prender sonno, preoccupazioni ricorrenti o in altri veri e propri sintomi somatici. Si tratta di veri e propri sintomi da conversione somatica, sintomi cioè attraverso i quali il paziente traduce il proprio disagio psicologico alla presa di coscienza dei suoi attuali problemi a gestirsi autonomamente la vita.

Deliri: uno degli eventi più comuni ai pazienti che sono nelle fasi iniziali della demenza è dimenticare dove sono state messe le cose e non riuscire a trovarle al momento del bisogno. Di solito la reazione più tipica a questo evento è dire che sono state loro rubate. In termini tecnici questo comportamento è chiamato “delirio di latrocinio” e non è altro che un modo di negare a se stessi e agli altri la propria incapacità di ricordare. Sono deliri ben strutturati dove il paziente crede veramente di essere stato derubato, ma si tratta di una manovra difensiva estrema per contrastare il disagio derivato dalla presa di coscienza dei propri deficit. I deliri possono assumere anche forme diverse, ad esempio si possono strutturare in deliri di gelosia, che si manifestano con un'attenzione morbosa nei confronti delle persone care, in particolare della moglie o del marito, sui quali vengono proiettati i propri cambiamenti d'abitudine o di carattere. Quindi, quando, ad esempio, sarà troppo difficile per il paziente ammettere di essere diventato irascibile, impaziente, più difficile da sopportare a causa della malattia incombente, verrà facilmente da lui incolpato il famigliare e tacciato di essere cambiato nel carattere, di essere meno paziente e amorevole. Un altro delirio piuttosto frequente è il delirio di megalomania, il paziente sente di non essere più pienamente padrone di se stesso e della propria vita, quindi può prendere decisioni avventate come spendere smodatamente i propri risparmi, regalare o devolvere cifre ingenti di denaro, magari in proporzione assai superiore alle proprie possibilità. Oppure, può arrivare a vendere o acquistare immobili, rischiando di sperperare in poco tempo i risparmi di una vita o di cadere preda di approfittatori o disonesti.

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