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Quando rivolgersi al medico

E’ esperienza comune, durante le prime fasi della malattia, notare nel nostro caro, alcuni comportamenti che giudichiamo “non normali” , comportamenti che non ha mai mostrato prima e che ora rendono difficile lo svolgimento di compiti quotidiani. Per esempio possiamo notare che il malato dimentica sovente i suoi appuntamenti, non ricorda il posto in cui poco prima ha messo degli oggetti, dimentica parole comuni e ha difficoltà nel concentrarsi e nel sostenere un dialogo. Non solo, spesso possiamo osservare un evidente cambiamento della personalità per cui il soggetto è più confuso, impaurito, apatico, cambia improvvisamente l’umore anche se non vi sono particolari eventi che scatenano questo comportamento.

Di fronte a questi segni la tendenza è quella di minimizzare l’importanza del problema attribuendolo alle conseguenze naturali legate all’età, tuttavia, è meno facile che passino inosservati i problemi di memoria presentati dai più giovani malati di Alzheimer, particolarmente se svolgono un lavoro che richieda l'uso della memoria. E’ comunque consigliabile rivolgersi al proprio medico di base che valuterà la necessità di un'ulteriore indagine medica. Una diagnosi precoce della malattia è di fondamentale importanza, benché non sia attualmente ancora curabile, al fine di poter avviare precocemente un opportuno piano d'intervento farmacologico e non farmacologico atto a mantenere il più a lungo possibile l'indipendenza, ridurre la disabilità dell'individuo e consentirgli un buon livello di qualità della vita anche nelle fasi avanzate della malattia.