Giugno 2005
Alzheimer, niente ricerca niente cura: i migliori Centri di Studio europei riuniti all'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia
L'Istituto scientifico IRCCS Centro San Giovanni di Dio - Centro Nazionale per la Cura e la Ricerca sulla Malattia di Alzheimer (www.irccs-fatebenefratelli.it) organizzerà il 2 giugno 2005 a Brescia, presso il centro benessere Vitaespa di via del Santellone (Tel. 030.2411112), l'Alzheimer Awareness Gala, un'iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi per la ricerca contro la malattia.
La serata prevede un talkshow condotto dal noto giornalista Michele Mirabella, la cantante e attrice Irene Fargo, il judoka olimpico Ezio Gamba, la Presidente di "Alzheimer Italia" Gabriella Salvini Porro, il Presidente della "Società Italiana di Geriatria" Marco Trabucchi, la creatrice di moda Roberta "Penelope" Valentini. Esperti europei di ereditarietà, prevenzione, genetica, diagnosi precoce e trattamento della malattia di Alzheimer saranno disponibili per rispondere alle domande della platea. Un'asta di gioielli e pezzi di antiquariato, la consegna delle donazioni e delle sponsorizzazioni concluderanno il Gala.
L'evento vuole celebrare un incontro scientifico di eccezionale importanza che vede radunarsi presso l'IRCCS di Brescia, in via Pilastroni, i rappresentanti dei 50 maggiori centri europei di ricerca e cura della malattia neurodegenerativa. Aprirà la serata una lettura magistrale di Philip Scheltens, direttore del Centro Alzheimer di Amsterdam, uno dei maggiori esperti mondiali di questa malattia.
A provocare l'Alzheimer è l'accumulo nel cervello di una sostanza tossica (la beta amiloide), che porta a una lenta e inarrestabile morte neuronale. Un adulto su tre ne è toccato direttamente per avere avuto un genitore o un nonno malato. Il riconoscimento della malattia alla prima comparsa dei disturbi di memoria sarebbe di grande importanza per la prevenzione e il trattamento precoce della patologia.
Un gruppo di ricercatori ha sviluppato una tecnica basata sulla risonanza magnetica che potrebbe permettere di rilevare gli accumuli di beta amiloide. La tecnica è stata sviluppata su topi geneticamente modificati per produrre elevate quantità di beta amiloide, ma sono in corso studi per trasferirla all'uomo. La disponibilità di esami per una diagnosi precoce insieme a farmaci - anche questi allo studio - in grado di arrestare l'accumulo di beta amiloide potrebbero in un prossimo futuro portare alla sconfitta della malattia. Tuttavia, la strada che i ricercatori devono ancora percorrere è estremamente lunga e irta di difficoltà e saranno necessari enormi investimenti umani e finanziari in tutto il mondo per giungere al traguardo. Da qui lo slogan della serata: Alzheimer: niente ricerca niente cura, a sottolineare che in questa coraggiosa impresa la società civile deve consapevolmente e attivamente affiancare i ricercatori.
Il Centro San Giovanni di Dio è membro di un consorzio (EADC - European Alzheimer's Disease Consortium http://eadc.alzheimer-europe.org) finanziato dalla Commissione Europea, che riunisce i maggiori centri europei di ricerca e cura della malattia di Alzheimer con lo scopo di condividere le eccellenze cliniche dei singoli centri, definire protocolli di eccellenza per diagnosi, terapia e riabilitazione, e costituire un riferimento culturale per tutti gli ambulatori e ospedali che in Europa curano malati con Alzheimer e altre demenze.
Nell'EADC il Centro San Giovanni di Dio è leader del gruppo di lavoro sulla neuroimmagine (risonanza magnetica, scintigrafia cerebrale, ecc.). Dopo la serata Alzheimer Awareness Gala, nei giorni 3 e 4 giugno, i centri del Consorzio si riuniranno all'Istituto di via Pilastroni per discutere una serie di progetti di ricerca comuni.
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