|
Documento senza titolo
|
| |
Il
mio caro è agitato, come mi devo comportare? |
| |
I
pazienti dementi frequentemente sono agitati, tesi, irritabili,
irrequieti, hanno attività motorie ripetitive e disturbi
del sonno. Certamente una delle cause di questi comportamenti è
l’ansia. L’agitazione è frequentemente scatenata
o peggiorata da comportamenti scorretti del familiare: richieste
di prestazioni cognitive o funzionali eccessive o bruschi rimproveri
generano frustrazione e senso di inadeguatezza e scatenano ansia
che a sua volta si esprime in agitazione. L’attività
motoria, apparentemente inconcludente e incomprensibile, quindi,
può essere funzionale al malato e non deve necessariamente
costituire motivo di eccessiva preoccupazione. Quando si sviluppa
nel giro di poche ore o giorni, tuttavia, è opportuno consultare
rapidamente il proprio medico perché potrebbe essere il segnale
di disagio dovuto a una malattia fisica. Analogamente, quando l'agitazione
oggettivamente pericolosa per il malato è pure opportuno
rivolgersi al curante per un appropriato intervanto.
In presenza di agitazione il familiare dovrebbe mostrare un comportamento
calmo e pacato, parlare con gentilezza e cercare di distrarre l'ammalato
dall’evento che gli ha causato agitazione.
Se l’attività motoria e l’aggressività
diventano gravi e incontrollabili, è opportuno rivolgersi
al medico che provvederà a pianificare un intervento terapeutico.
|
| |
|
| |
È possibile
che il mio caro abbia l’Alzheimer ma non sia aggressivo? |
| |
Il
deterioramento delle funzioni cognitive è talvolta accompagnato
da aggressività che rende ancora più complessa e difficile
la gestione dei malati da parte di chi si prende cura di loro. Non
è però automatico che questo disturbo si manifesti
in tutti i malati e, soprattutto, bisogna tenere in considerazione
il fatto che in ogni malato questo sintomo può assumere espressioni
diverse, sia per quanto riguarda la forma che la gravità
e l’intensità del comportamento.
L’aggressività può manifestarsi sia sotto la
forma verbale (linguaggio scurrile, insulti, bestemmie) che fisica
(picchiare, mordere, graffiare, ecc.). Tali manifestazioni possono
superficialmente sembrare reazioni eccessive o ingiustificate, ma
il familiare deve essere consapevole che nell’aggressività
del malato non vi è alcuna intenzionalità e che la
rabbia non è consapevolmente rivolta verso di noi, ma costituisce
unicamente l’espressione della malattia (il danno cerebrale)
che può accentuare alcuni aspetti negativi del carattere
e addirittura farne emergere di nuovi. Altre volte, invece, la reazione
può essere dovuta a una situazione che, a causa dei deficit
di memoria e dell’incapacità di decodificare gli stimoli
e i messaggi, provoca nel malato confusione, agitazione, senso di
incapacità.In presenza di aggressività il familiare
dovrebbe mostrare un comportamento calmo e pacato, parlare con gentilezza
e cercare di distrarre l'ammalato dall’evento che ha scatenato
il comportamento aggressivo. Se l’aggressività diventa
ingestibile è opportuno rivolgersi al medico che provvederà
a pianificare un intervento terapeutico.
|
| |
Il
mio caro ha l’Alzheimer. È possibile sapere se anch’io
sono a rischio di ammalarmi? |
|
Gli studi sulle forme geneticamente trasmesse
di Malattia di Alzheimer hanno attualmente focalizzato la loro attenzione
su 3 geni, la cui mutazione comporta una maggiore produzione di
beta-amiloide. I geni coinvolti sono:
a) il gene che codifica il precursore della proteina beta-amiloide,
che si accumula nel cervello formando le placche senili tipiche
dell’Alzheimer b) il gene Presenilina 1 e c) il gene Presenilina
2, la cui mutazione comporta una maggiore produzione di beta-amiloide.
La mutazione di questi geni è sufficiente ma non necessaria
a spiegare la presenza di forme ereditarie ad esordio precoce di
Malattia di Alzheimer, in quanto non è esclusa la possibilità
che altri geni, oltre quelli noti, siano coinvolti nelle forme ereditarie
della malattia.
Al momento la ricerca di mutazioni in famiglie con evidenza di trasmissione
della malattia viene effettuata a scopo di ricerca perché
l’assenza di mezzi di prevenzione o di interventi terapeutici
curativi rende discutibile l’impiego di questa analisi nella
predizione di malattia.
Nei casi in cui sia eseguita, la ricerca deve comunque avvenire
prima in un soggetto affetto, anche post-mortem, e solo successivamente
in parenti non affetti, supportati da un adeguato ed esteso counseling
(percorso di consulenza psicologica e clinica volta a presentare
tutti gli aspetti critici della consulenza genetica). È doveroso
sottolineare però che l’analisi genetica potrebbe avere
un’utilità limitata in quanto la sua positività
può confermare la diagnosi, ma la sua negatività non
esclude la presenza di malattia, questo perché, come già
detto, non si può escludere che geni non noti siano responsabili
di forme ereditarie di Malattia di Alzheimer.
I
casi con trasmissione chiaramente genetica sono una minoranza (intorno
al 2-3%) di tutti i malati di Alzheimer e in questi casi la malattia
si sviluppa di solito in età presenile (prima dei 65 anni).
In questi casi la ricerca della mutazione responsabile dello sviluppo
della malattia può essere presa in considerazione. È
doveroso sottolineare però che l’analisi genetica potrebbe
non trovare nessuna delle mutazioni note. Infatti, le mutazioni
note sono solo alcune di quelle in grado di provocare la malattia;
altre probabilmente altrettanto virulente sono semplicemente ancora
sconosciute.
Al
momento la ricerca di mutazioni in famiglie con evidenza di trasmissione
della malattia viene effettuata a scopo di ricerca perché
l’assenza di mezzi di prevenzione o di interventi terapeutici
curativi rende discutibile l’impiego di questa analisi nella
predizione di malattia nella persona sana. Nei casi in cui sia eseguita,
la ricerca deve comunque avvenire prima nel malato, eventualmente
anche su materiale autoptico, e solo successivamente nei parenti
sani, e comunque previo adeguato ed esteso counseling.
Il
problema è a chi rivolgersi per ottenere risposta significativa.
Presso il nostro centro verrà attivato a breve un servizio
di consulenza genetica. Informazioni verranno diffuse con la nostra
newsletter.
|
|