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Il senso di colpa

Molto spesso succede che il sentimento di rabbia lascia il posto ad un altro doloroso vissuto: il senso di colpa.
Ci sentiamo in colpa proprio perché amiamo il nostro caro e sentiamo l’ingiustizia del nostro comportamento spesso troppo intollerante. Ci possiamo sentire in colpa non solo per aver perso la pazienza, o perché ci vergogniamo della condizione e del comportamento del malato, ma possiamo anche sentire il peso del ricordo di alcune situazioni di contrasto con lui, sia precedenti che successive all’esordio di malattia.

Sentiamo dunque il rimorso, il rammarico, dimentichiamo che il passato è passato, mentre ora è importante solo impegnare la nostra attenzione e le nostre risorse nell’accettare e vivere giorno per giorno la situazione.
Il chiedersi che senso abbia una sofferenza cosi apparentemente assurda, porta umanamente a formulare tra sé quasi un desiderio che tutto finisca, arrivando in certi casi ad augurare anche la morte. Tutto questo non fa altro che aumentare il senso di colpa.
E allora che fare?

Non serve a nulla dirsi “ci stiamo comportando male, non dobbiamo arrabbiarci”, i sentimenti negativi vanno gestiti, non rifiutati o repressi. Soffocare la propria emotività negativa in nome di un assurdo dovere che ci vuole sempre in grado di dominare turbamenti e stati d’animo, non fa altro che allontanarci dal fare i conti con la realtà una volta per tutte.